Ogni tanto i governi di turno si inventano un termine (inglese) per progetti lunghissimi e promesse che quasi sempre non mantengono. Stavolta parliamo di HOUSING SOCIALE: le iniziative per assicurare una casa a chi non può pagare un mutuo o un affitto e non accede a case popolari. Anche in questo caso è possibile addirittura un confronto sempre con i Borbone. Tra Settecento e Ottocento sono tanti i casi nei quali dimostrarono la loro attenzione verso i più deboli ed in particolare per il tema-case. E così gli artisti-artigiani delle porcellane di Capodimonte avevano diritto ad una casa (nei piani superiori rispetto alla fabbrica) in base al numero dei figli. Senza parlare dei primati del grandioso Albergo dei Poveri (alloggio, assistenza e formazione professionale), lo schema fu lo stesso a San Leucio (due piani e orto privato), a Battipaglia con le “comprese” per i terremotati del 1857 o nelle officine di Mongiana in Calabria dove diverse case per gli operai (case dignitosissime) sono ancora visibili oggi. Poi qualcuno si lamenta se parliamo bene dei Borbone…
Di Stampa|2026-06-26T20:34:52+02:00Giugno 26th, 2026|Attività e attualità, Primo Piano, Questione meridionale, Storia delle Due Sicilie, Verità sul Risorgimento|0 Commenti
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