Carlo di Borbone concesse ad Airola (Benevento) il prestigioso titolo di “Città” per le acque che da quel luogo alimentavano le meraviglie della Reggia di Caserta e dell’Acquedotto Carolino. Qualche giorno fa l’annuale corteo in costumi settecenteschi per ricordare quella storia e una storica visita del re con la regina. A poche ore dal corteo è scoppiato un violento incendio di numerose eco-balle. Episodi simili, nel corso di questi anni, per le altre eco-balle di altre zone tra Napoli e Caserta. Quelle di Giugliano dovevano essere smaltite entro qualche anno ma in pochi, ormai, ci credono. Resta una domanda drammatica: com’è possibile che si verifichino quegli incendi tra l’altro dannosissimi per coltivazioni e abitanti in siti che spesso erano controllati dall’Esercito o dalle forze dell’ordine? Com’è possibile non risalire ai colpevoli in poche ore? Eppure sarebbe facile: a chi convengono quegli incendi? Come potremmo noi tutti fidarci di chi gestisce questa roba? Perché mai dovremmo credere a chi governa il nostro territorio o si candiderà e magari sono le stesse persone che hanno ridotto la nostra terra nelle condizioni che sappiamo? Il Comune di Napoli e la Regione Campania sono amministrate dalla sinistra da circa 30 anni con poche pause e poche alternative mentre non mi risultano provvedimenti “decisivi” della destra al governo. Intanto io mi ricordo ancora quando Vespa in prima serata ci spiegava come fare la differenziata durante l’emergenza-rifiuti. Come se fossimo così idioti da non capire come si mettono i rifiuti nei secchi. Come se (tanto per cambiare) la colpa fosse stata la nostra e non dei governi (nazionali e locali) di turno o delle aziende (del Sud e soprattutto del Nord). Non vogliamo fare paragoni tra il passato borbonico e il presente ma se pensiamo alla nostra terra “prima” e “dopo” è tutto molto triste.
Gennaro De Crescenzo
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