I rapporti tra Napoli e il Papa sono sempre stati profondi e importanti. In queste ore la bellissima visita di Papa Leone (meridionali le sue antiche origini) e nel passato non possiamo non ricordare Pio IX (proclamato beato da Giovanni Paolo II). Tra il novembre del 1848 e il 1850 il Papa che si oppose all’unificazione italiana fuggì dalla Repubblica Romana mazziniana e trovò rifugio (e affetto) nel Regno delle Due Sicilie. Tra Gaeta e la reggia di Portici visse in compagnia di Ferdinando II di Borbone dei momenti molto significativi se pensiamo magari alla visita della fabbrica di Pietrarsa (la più importante fabbrica metalmeccanica italiana) o al viaggio in treno sulla Napoli-Portici (prima ferrovia “italiana”). Il 16 settembre del 1849, proprio come l’attuale Papa, visitò il Duomo e San Gennaro e dai balconi del Palazzo Reale benedisse una folla immensa, evento riprodotto in tanti quadri del tempo. Cosa si può leggere in questa storia? La grande fede cristiana del popolo napoletano e dei suoi re, l’importanza del nostro regno (quei mesi -cancellati o mistificati dalla storia “ufficiale”- segnarono la storia dell’intero mondo cattolico), i veri obiettivi del cosiddetto “risorgimento”, obiettivi raggiunti nel 1860 e che avevano come nemici la Chiesa e i suoi valori rappresentati e difesi fino alla fine proprio da quel Papa e dai Borbone di Napoli.
Gennaro De Crescenzo