Qualche giorno fa la consueta e bella manifestazione di Gaeta con la consueta e folta presenza di amici e “compatrioti” per ritrovare, insieme, Memoria e Orgoglio. Necessaria, forse, qualche considerazione. Organizzatori e partecipanti hanno seguito il motto che inventò il nostro grande amico Riccardo Pazzaglia (“quant’è vero Iddio ci rimettiamo”) associato all’altro motto che fece nascere e ha caratterizzato il movimento stesso fin dal 1993: “ci vediamo a cena al Borgo Marinari per parlare male di Garibaldi e, male che vada, faremo un tanto a testa”. Una grande squadra di meridionali disinteressati e appassionati con una piccola squadra di ricercatori volontari (volontari puri).
E i nostri “avversari”? Quelli che spesso ci mettono sul loro stesso piano confrontando le tesi accademiche/ufficiali con le tesi neoborboniche? Quelli che da anni fanno convegni e libri sui neoborbonici senza alcun confronto e senza ricordare che i mezzi e il potere in campo presentano differenze madornali da oltre un secolo e mezzo?
Ho dato un occhio ad alcuni enti “risorgimentalisti”, “giacobini”, “mazziniani” o “garibaldini”, alcuni fondati addirittura con “regi decreti” in età sabauda.
Centinaia di migliaia di euro di finanziamenti pubblici, stesse cifre spesso per i debiti, cause in corso con i dipendenti (non pagati o pagati male), dimissioni dei vertici, litigi tra presidenti e segretari, commissariamenti vari e il tutto con eventi che, quando non coinvolgono/deportano studenti e alunni, contano a volte più relatori che presenti. Una trentina, ad esempio, i partecipanti alle celebrazioni del 17 marzo, una decina i commenti e i like alle presentazioni di libri vari. Per i mezzi in campo non siamo sullo stesso piano. Per i risultati e le vittorie culturali (noi) possiamo solo festeggiare. Tanti, ormai, gli accademici costretti a scrivere libri sui nostri temi e spesso anche a darci ragione. Tantissime le persone che ormai hanno conosciuto la verità storica e magari intervengono sotto i post “risorgimentali” (un dato recente e interessante: negativo il 90% dei commenti sotto i post, ad esempio, del Mattino o di Geopop il 17 marzo). Milioni le visualizzazioni su Fb, Instagram o TikTok di video o post che, pure se con qualche semplificazione, raccontano una storia diversa quando si parla di Sud, Due Sicilie, Borbone o questioni meridionali. In sintesi: 3 a 0 in trasferta (e non finisce qui).
Gennaro De Crescenzo
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