Quelli che oggi ancora “negano” sono massoni? Fatta la solita domanda, è opportuna una breve analisi.
Qualche giorno fa la massoneria ha ricordato la breccia di Porta Pia e Garibaldi. Un gruppetto di persone guidato dal Gran Maestro si è riunito per celebrare il famoso eroe “per il suo legame con la Massoneria: fu iniziato durante il suo soggiorno sudamericano e, nel 1864, venne eletto Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, assumendo in seguito il titolo Primo Massone e di Gran Maestro Onorario… Per i liberi muratori italiani, la sua figura continua a rappresentare l’idea di un patriottismo fondato non sulla chiusura, ma sull’emancipazione dei popoli e sulla fratellanza universale”. Al di là del dubbio (storico) su quella “emancipazione” dei popoli meridionali, visto che lui stesso si pentì di quello che aveva fatto a danno del Sud e delle condizioni nelle quali si trovavano i meridionali dopo il 1860 (lettera ad Adelaide Cairoli, Caprera, 1868), restano altri dubbi.
Come spesso abbiamo detto o scritto, la massoneria ebbe un ruolo di primo piano nella organizzazione e nel finanziamento dell’unificazione italiana. Fino a pochi anni fa questo ruolo (insieme a quello fondamentale dell’Inghilterra) veniva ignorato o “minimizzato” come una tesi “neoborbonica”. Da qualche anno, invece, sono i massoni e anche gli inglesi (recente la dichiarazione di re Carlo di Inghilterra) a rivendicare il loro ruolo. Sono ancora tanti, però, i “negazionisti” perché, evidentemente, viene meno la tesi centrale del Risorgimento e cioè il coinvolgimento dei popoli italiani e degli stessi popoli meridionali (ricordiamo tutti alcuni recenti libri di accademici vari e il titolo di una mostra a Napoli nel 2011: “Le radici meridionali dell’unità d’Italia”).
Tutto questo per giustificare una invasione/conquista con conseguenti saccheggi e massacri fino alla diffusione di tesi “strane” come quella del “brigantaggio”/ guerra interna al Sud.
E così ancora non capiamo perché saremmo noi i “divisivi” mentre gli appartenenti ad una sorta di “setta” più o meno segreta sarebbero “unitivi”…
Da tutto questo partiva e parte una domanda che spesso rivolgiamo ai nostri “avversari”: se voi dite che noi siamo neoborbonici e per noi non è un problema, voi siete massoni?
Solo così si giustificherebbero certe tesi ormai superate e censure ormai illogiche e immotivate. In attesa di una risposta… andiamo avanti con un pizzico di soddisfazione in più.
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