Due notizie apparentemente lontane. Un paesino siciliano è stato “celebrato” su tutti i media perché era deserto e ora è abitato da giovani immigrati. Nel frattempo, tanti i nomi meridionali di dispersi e morti nel terremoto in Venezuela.
“Com’è possibile che il popolo meno adatto a partire stia affollando i nostri porti come non era mai capitato?”. Era la domanda che si poneva un cronista subito dopo l’unificazione italiana. E ce la poniamo ancora visto che in oltre un secolo e mezzo non è cambiato nulla e sappiamo e possiamo dire ai nostri giovani sempre la stessa cosa: “dovete partire”. Solo la disperazione poteva spingere tanti meridionali ad andare magari in Venezuela a oltre 9000 chilometri da casa loro.
Per questo, allora, ci chiediamo (e dobbiamo chiedercelo se non siamo vittime di ideologie che con il Sud non c’entrano nulla) che sistema economico e politico è quello che fa partire i nostri giovani desertificando i nostri paesi e ripopolandoli con gli immigrati? La tesi “fanno lavori che non vogliamo fare” è falsa. Quei ragazzi resterebbero qui, spesso a qualsiasi costo e per qualsiasi lavoro, se fossero pagati in maniera dignitosa. E se gli immigrati non sono pagati in maniera dignitosa che cosa dovremmo festeggiare/celebrare? Solo un sistema (economico, politico e mediologico) malato può festeggiare oltre un milione di emigrati dal Sud verso il Nord negli ultimi 10 anni (in gran parte giovani) andando incontro a quello che prevedeva l’ISTAT e cioè la desertificazione del Sud.
In questo modo sarà finalmente risolta la questione meridionale ma solo perché non ci saranno più i meridionali. Qui non si tratta di essere anti-immigrati a tutti i costi come i “destri” di turno ma non si può neanche festeggiare questa “sostituzione” drammatica come fanno i “sinistri” di turno. Qui la questione è molto più seria di meloniani/vannacciani/schleiniani e tutto il resto. Capisco l’imbarazzo dei destri e dei sinistri (vittime delle ideologie) che si dichiarano meridionalisti ma questo è un sistema malato per il quale bisognerebbe convocare tutte le parti economiche, politiche e culturali e cercare soluzioni e alternative urgenti con la speranza che i nostri paesi siano affollati con i nostri giovani e gli inmigrati. Sappiamo anche, però, che prevarranno le ideologie e il Sud, come capita dal 1860, sparirà sempre di piu dalle agende dei governi di turno (insieme ai meridionali).
Gennaro De Crescenzo