Il 7 settembre del 1860 con l’arrivo di Garibaldi a Napoli la fine di Napoli capitale (per circa 6 secoli) e di un Regno autonomo tra i più antichi, ricchi e potenti del mondo (per circa 7 secoli). Da lì in poi le questioni meridionali (mai conosciute prima), i massacri, i saccheggi, l’emigrazione (ancora in corso), il primo vergognoso patto tra mafia/camorra e governo italiano (con risvolti ancora attuali). Del resto lo stesso Garibaldi fu costretto ad ammettere il suo fallimento: “di fronte al dispotismo [sabaudo] più orrido assai e alla fame [dei meridionali] oggi non rifarei la via dell’Italia meridionale”.
Il 7 settembre, proprio per “controcelebrare” Garibaldi al Borgo Marinaro (dovevamo essere 80 ed eravamo più di 300 con giornali e TV da tutto il mondo) e con il grande Riccardo Pazzaglia, feci nascere quel movimento neoborbonico che in una trentina di anni è riuscito a cambiare la storia ed oggi sono milioni le persone che hanno capito le verità di una unificazione-conquista cancellate dal pre-potere di una cultura “ufficiale” che ancora oggi prova (inutilmente) a difendere le stesse tesi risorgimentaliste/massoniche di oltre un secolo e mezzo fa. Nessun ritorno al passato, nessun partito monarchico… Resta la necessità di continuare le nostre “battaglie” prima di tutto culturali perché i “discorsi della pagnotta” nei giorni dell’arrivo garibaldino continuano ancora oggi e, nonostante vittorie e successi “eroici” (visti i mezzi in campo) resta la necessità di classi dirigenti finalmente e veramente consapevoli e fiere dopo oltre un secolo e mezzo di classi dirigenti inadeguate, complici, vendute o fallimentari. Il tutto con buona pace di chi magari mette (in maniera divertente e gratificante) sullo stesso piano noi neoborbonici (volontari autofinanziati) e le leghe Nord (al governo) o gli accademici di turno (carichi di pubblici finanziamenti).
Auguri, allora, ai neoborbonici che hanno reso e rendono possibile tutto questo mentre in tanti, prima di loro, ancora inneggiavano a Garibaldi o non sapevano chi fossero i Borbone e i gloriosi Popoli delle Due Sicilie…