In questi giorni l’ennesima manifestazione per la famosa spedizione anti-borbonica del 1857 (oltre 200 figuranti, non conosciamo ancora i costi) e l’ennesimo progetto di un film con, tra gli altri, alcune vallette televisive di una ventina di anni fa (tutto il rispetto, ma cosa c’entrano con un film storico?). Il cartellone proclama “Memoria, Identità, Libertà”. Quale memoria? Sempre la stessa e sempre parziale? Quale identità? Quella anti-borbonica e spesso anti-meridionale? Quale libertà? Quella diventata, poi, massacro di centinaia di migliaia di cosiddetti “briganti” (moltissimi anche nel Cilento), saccheggio ed emigranti (moltissimi anche nel Cilento)?
Dopo oltre un secolo e mezzo di celebrazioni pisacaniane lo possiamo fare un bilancio? A cosa hanno portato le poesie dei “trecento giovani e forti” e il mito di quel drappello di uomini (in gran parte galeotti) che voleva cancellare un governo e un Regno legittimi? Ha portato, in fondo, classi dirigenti meridionali senza radici, senza senso di appartenenza e senza orgoglio. Le stesse che hanno creato (e mai risolto) le questioni meridionali. Non sarebbe stato e non sarebbe meglio, allora, formarle con storie diverse? Non abbiamo la certezza dei risultati di una strada diversa ma abbiamo la certezza dei risultati di libri, romanzi, manifestazioni e film che hanno sempre e solo raccontato una storia (anti-borbonica e spesso anti-meridionale).
In sintesi Pisacane fu ucciso da quello stesso popolo che lui voleva “liberare” ma che evidentemente non aveva la necessità di farsi liberare da nessuno. In sintesi quella della Spigolatrice è solo una leggenda e probabilmente la vera spigolatrice era una giovanissima contadina che gli uomini di Pisacane cercarono di violentare e che uccisero (carte-Processo Nicotera, 1877).
Si chiamava Rosa Perretti e il suo corpo fu trovato dopo quel feroce assassinio, come scoprimmo anni fa nelle nostre ricerche presso l’Archivio di Stato di Salerno (Stato Civile): “Il giorno 30 di giugno alle ore 21, nel Comune di Montesano, distretto di Sala, è morta Rosa Perretti, contadina di anni 20”. Lo storico De’ Sivo integra le notizie: “Una compagnia di Pisacane, con camicie rosse e berretti rossi, ripetendo arsioni di gigli e rapine di vettovaglie, armi e denari… transitarono verso Montesano videro in un podere certi mietitori di grano che, spauriti, si gittarono a terra, li credettero spie e trassero moschettate sì che uccisero una infelice donna, Rosa Perretti”.
Abbiamo, per l’ennesima volta, inviato al sindaco di Sapri la richiesta di un DEMOCRATICO DIBATTITO al quale noi parteciperemmo a titolo del tutto GRATUITO e che dedicheremmo alla memoria di Rosa Perretti, la vera spigolatrice.
Gennaro De Crescenzo
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